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Archive for ottobre, 2013

ENI scopre 226 miliardi di metri cubi di gas presso il giacimento di Evans Shoal

di Riccardo Gaiolini

I risultati di una prima stima circa le potenzialita’ estrattive del giacimento di gas Evans Shoal (sito presso il bacino offshore di Bonaparte, nell’Australia Occidentale), attestano che il deposito contiene almeno 226 miliardi di metri cubi di gas. 

Le rilevazioni sono state fatte da ENI Australia Ltd, che opera in loco, in joint-venture con Royal Dutch Shell (32,5% di partecipazione, pari a ENI Australia), Petronas Carigali (Australia) Pty. Ltd (25%) e Osaka Gas Australia Pty Ltd. (10%).

“ENI conferma il proprio impegno per lo sviluppo accelerato delle risorse di questa zona”, ha confermato la societa’.

Privatizziamo gli enti parassitari, non gli assets strategici!

di Riccardo Gaiolini

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Le Agenzie di stampa riportano che il Governo sta valutando la vendita di alcuni assets “strategici” (soprattutto nel settore energetico), nell’ambito del piano di privatizzazioni.

Secondo quanto raccolto da Reuters, si starebbe valutando di cedere il 3,93% della quota del colosso petrolifero ENI in mano pubblica, “per mostrare che stiamo facendo qualcosa”.

Si sta stimando anche di cedere il 4,9% di Terna spa (contestualmente a un trasferimento del 29,9% in pancia a Cassa Depositi e Prestiti a CDP Reti; quest’ultima sarebbe venduta a investitori italiani o internazionali).

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.  Read more »

“Shopping” Cinese nel settore energetico del Canada

di Riccardo Gaiolini 

Gli investimenti Cinesi nel settore energetico del Canada, non conoscono sosta.

La Cina ha lanciato un “Corporate Takeover” in un settore fondamentale (e strategico) dell’economia Canadese.

In effetti, questo e’  un argomento che ha suscitato anche alcune forti preoccupazione da parte del governo Canadese, soprattutto da quando la Compagnia Petrolifera (Statale) Cinese, la China National Offshore Oil Corp. (CNOOC) ha acquisito tramite un’operazione   la Canadese Nexen Inc., per un ammontare di 15,1 miliardi di dollari.

Dal 2007, gli investimenti stranieri nel settore energetico canadese, viaggiano a una media di 20 miliardi di dollari l’anno (come riporta la Canadian Energy Research Institute – CERI).

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Paolo Scaroni (ENI): lo shale gas avvantaggia gli USA, a rischio lo sviluppo industriale europeo

di Riccardo Gaiolini 

L’Europa sta affrontando (e dovra’ affrontare) una vera e propria emergenza energetica. A lanciare l’allarme, l’Amministratore delegato dell’ENI, durante un’intervista rilasciata all’emittente CNN. 

“C’e’ una vera emergenza in Europa: i paesi europei pagano il gas tre volte di piu’ che gli USA e pagano due volte di piu’ per l’elettricita’. Questa differenza rende molto difficili gli investimenti industriali in Europa e crea forti preoccupazioni per il futuro dell’Europa stessa.” 

Scaroni ha approfondito il problema dello sviluppo e dell’estrazione dello shale gas in Europa. “In Europa Occidentale sia i politici che l’opinione pubblica sono molto contrari allo sviluppo dello shale gas nel continente. Ma in un contesto in cui l’Euorpa spende per l’energia molto di piu’ di quanto non si faccia negli USA, sono a rischio l’economia dell’Europa e gli investimenti. Soprattutto in un momento in cui l’economia reale e’ cosi’ debole”. 

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Iniziata la produzione di idrocarburi del progetto Kipper-Tuna-Turrum della ExxonMobil

di Riccardo Gaiolini

 

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E’ formalmente iniziata la produzione di idrocarburi inerente il progetto Kipper-Tuna-Turrum, dal valore di 4,5 miliardi di dollari americani, varato dalla ExxonMobil nello Stretto di Bass, nel mare di Victoria (Australia).

Il progetto era stato lanciato dalla Statunitense ExxonMobil, da aprile del 2011. 

Il gas ha cominciato a fluire dal giacimento Tuna, cosi’ come dal giacimento Turrum e’ stato estratto il primo barile di greggio.

Dal giacimento di petrolio di Tuna si estrae petrolio da anni; come parte del progetto Kipper-Turrum, da oggi sara’ sfruttato anche il relativo giacimento di gas naturale.

Sono stati appositamente costruiti due nuovi gasdotti, al fine di trasportare il gas naturale di Tuna nella rete di raccolta presso lo Stretto di Bass.

Il giacimento di Turrum racchiude circa 110 milioni di barili di petrolio estraibili e circa 1 trilione (mille miliardi) di metri cubi di gas. 

Il giacimento di Kipper racchiude 620 miliardi di metri cubi di gas e 30 milioni di barili di petrolio estraibili. Questo giacimento non sara’ a regime completo fino al 2016. Il gas del giacimento di Kipper contiene una significativa frazione di mercurio; pertanto ExxonMobil, dovra’ attendere il completamento dell’impianto onshore di Longford, esplicitamente adibito alla decontaminazione del mercurio presente nel gas.

I giacimenti di Turrum appartengono a una joint-venture paritaria tra ExxonMobil (50%) e BHP Billiton (50%). Per il giacimento di Kipper, il consorzio comprende ExxonMobil (32,5%), BHP Billiton (32,5%) e Santos (35%).

 

 

 

 

Repsol scopre un nuovo giacimento petrolifero in Libia

di Riccardo Gaiolini

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Un consorzio di majors petrolifere, guidate dalla spagnola Repsol, ha scoperto un nuovo giacimento petrolifero, situato nell’area di esplorazione NC 115, nel bacino di Murzuk (deserto del Sahara), a 800 chilometri a sud di Tripoli, in Libia.

L’area del giacimento si estende su 4.000 chilometri quadrati.

Ne da notizia la Compagnia Nazionale Petrolifera Libica, la NOC (National Oil Corporation).

Repsol ha comunicato che iniziera’ i lavori di perforazione quest’anno e che si protrarranno fino alla fine del 2015.

Nei tests di produzione sono stati estratti 528 barili al giorno, ma il giacimento di Murzuk, potrebbe avere capacita’ estrattiva pari a 2.060 barili al giorno.

Il bacino del Murzuk, dove il petrolio e’ stato scoperto, e’ considerato il terzo giacimento (onshore) della Libia. Sono gia’ stati scoperti undici campi nella zona di Murzuk; le stime suggeriscono che il giacimento potrebbe contenere 2 milardi di barili.

Repsol opera nell’area di esplorazione NC 155, tramite un consorzio, con una quota pari al 40%. Le altre majors impegnate nel partenariato, sono l’austriaca OMV (30%) e la francese Total (30%).

 

 

Osservatorio Energetico – 22 ottobre 2013

di Riccardo Gaiolini 

I prezzi del greggio WTI scendono sotto i $100 al barile al Nymex di New York, per la prima volta dal 1° luglio, mentre le quotazioni del greggio Brent scivolano sotto i $110 ma il calo e’ sicuramente meno accentuato rispetto al Crude Oil.

British Petroleum riporta che, nonostante un arresto alla raffineria di Grangemouth (che provvede a fornire energia a vapore per rifornire il sistema di gasdotti), il sistema di oleodotti Forties del Mare del Nord, continua a rifornire 400.000 barili di greggio al giorno.

La US Energy Information Administration, ha pubblicato le statistiche settimanali relative alla settimana conclusasi in data 11 ottobre 2013.

La EIA informa che le scorte settimali (escluse le Riserve Petrolifere Strategiche) sono aumentate di 4 milioni di barili, rispetto alla settimana precedente.

Con 374,5 milioni di barili, le scorte di Crude Oil si sono portate al massimo livello per quest’anno.

Per approfondimenti circa le statistiche settimanali relative alle scorte USA (weekly petroleum status), clicca qui.

 

Goodrich Petroleum ha chiuso l’offerta pubblica di azioni

di Riccardo Gaiolini 

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Goodrich Petroleum Corp. (NYSE: GDP) ha chiuso la sua offerta pubblica di azioni ordinarie (collocate in numero di 6 milioni e 900 mila), al prezzo di US$ 25,25 per azione; nell’offerta sono comprese novecentomila azioni ordinarie acquistate tramite diritto d’opzione dai precedenti sottoscrittori.

La societa’ intende utilizzare i proventi netti dell’offerta (pari a circa 165,9 milioni di dollari), per finanziare un’ulteriore accelerazione del suo programma di perforazione e sfruttamento del giacimento di shale oil e gas sito presso Tuscaloosa Marine Shale (tra il Mississippi e la Lousiana – USA).

Gli impianti di perforazione orizzontale saranno incrementati dai due attualmente in uso, ai cinque previsti entro la fine del 2014.

Il collocamento azionario e’ stato predisposto, a titolo di Senior Co-Manager, da Johson Rice & Company LLC, RBC Capital Market e Scotiabank/Howard Weil; come “Manager” book running sono intervenuti BMO Capital Markets, IBERIA Capital Partners LLC, e Sun Trust Robinson Humphrey.

Goodrich Petroleum e’ una Compagnia petrolifera attiva nel settore espolarativo “Oil & Gas”. E’ quotata al New York Stock Exchange”. Goodrich e’ attiva soprattutto nei giacimenti della Lousiana e del Texas.

Brasile: parte l’asta per lo sfruttamento del giacimento di “Libra”

di Riccardo Gaiolini 

Un Consorzio di Majors petrolifere ha vinto un contratto per la compartecipazione all’estrazione e produzione di petrolio  del mega giacimento “Libra”, nel bacino off-shore di Santos, in Brasile. 

L’asta di Libra, rappresenta per il Brasile l’occasione per sconfiggere la poverta’ nel paese. 

Secondo l’Agenzia Nazionale per il petrolio del governo brasiliano, il giacimento nasconde tra gli 8 e i 12 miliardi di greggio. Se fossero confermati, i numeri raddoppierebbero le riserve conosciute del paese.

Entro dieci anni Libra potrebbe produrre 1 milione e 400 mila barili al giorno di petrolio.

La proprieta’ rimarra’ del governo brasiliano; la compagnia statale brasiliana Petrobras deterra’ il 40% del consorzio (servendo come operatore principale); il 20% e’ in mano a Royal Dutch Shell, il 10% a China National Offshore Oil Corp (CNOOC). e un altro 10% a China National Petroleum (CNP). 

La Royal Dutch Shell e’ presente in Brasile da oltre un secolo; nel 2012, Shell ha prodotto 65 mila barili di petrolio al giorno, dai siti di Espirito Santo, Parque das Conchas e Fluminense Bijupira.

La modalita’ piu’ sicura per il trasporto di petrolio e’ tramite oleodotti

di Riccardo Gaiolini

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Uno Studio del Fraser Institute di Clagary (Canada),ha concluso che il trasporto di petrolio tramite oledotti, e’ la modalita’ piu’ sicura rispetto ai tradizionali metodi di dislocazione dell’oro nero (su strada e su ferrovia).

Il rischio di fuoriuscita nel trasporto su strada e’ di quasi 20 incidenti per miliardi di tonnellate-chilometri, secondo i dati comunicati da Diana Furchtgott-Roth del Manhattan Institue e Kennet P. Greene, Senior Director presso l’istituto Fraser.

Per quanto concerne il sistema ferroviario, il rischio e’ inferiore a quello stradale, toccando i 2 incidenti per miliardi di tonnellate-chilometri.

Tramite oleodotti, il rischio di incidenti cala (e’ inferiore) allo 0,6 per miliardi di tonnellate-chilometri. 

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