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Archive for ottobre, 2016

Il Secolo Americano, ascesa e declino – 3

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“La misura del nostro progresso non sta nell’aggiungere di più all’abbondanza di quelli che hanno molto, ma nel provvedere abbastanza per quelli che hanno troppo poco” 

Franklin Delano Roosevelt – Trentaduesimo Presidente degli Stati Uniti d’America

IL NEW DEAL E LA NASCITA DELLO STATO SOCIALE

Il crollo della borsa nell’ottobre del 1929 (che sfociò nella Grande Depressione) colse di sorpresa sia l’establishment economico-finanziario statunitense che l’Amministrazione Repubblicana del Presidente Herbert Hoover.

Le teorie economiche che ne impregnavano il pensiero e l’azione(ovvero il “laissez faire” e la “Legge di Say”, postulavano il NON intervento dello Stato nella sfera economica e l’impossibilità di crisi prolungate in regime di libero scambio) raccomandavano specificamente di non fare nulla. Read more »

Storico accordo tra SGE e DGCX!

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Venerdì scorso è stato siglato uno storico accordo tra lo Shangai Gold Exchange (SGE) e il Dubai Gold and Commodities Exchange (DGCX)

Il DGCX sarà la prima piattaforma mondiale per la compravendita di oro fisico espresso direttamente in  Yuan cinesi invece che in Dollari americani.

Lo SGE è in trattative anche con altre piazze finanziarie e istituzioni per l’estensione e la costituzione di analoghi “benchmark” per la compravendita in oro denominati in Yuan/Renmimbi. Read more »

La sterlina e la Brexit

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La Sterlina d’oro è unanimemente consigliata come una delle migliori monete per chi voglia diversificare gli investimenti in oro fisico; essa è  la più coniata al mondo – e universalmente accettata -; e tuttora foggiata dalla Zecca Reale Britannica (Royal Mint).

E’ una moneta ricca di storia: in effetti è stata coniata nel 1489 da Enrico VII (con valore di una sterlina anche se non aveva indicazione di valore).

Sulla parte anteriore dell’antica moneta era impresso il Re mentre al rovescio era inciso lo stemma dei Tudor.

Attualmente, invece, le Sterline d’oro più notorie a titolo d’investimento, in Italia sono le “Sterline in oro Elisabetta II” coniate a partire dal 1957 – fino al 1968 – con la Regina Elisabetta con il “fiocco” o “nastro” che le lega i capelli , dal 1974 con la Regina Elisabetta coronata nella parte anteriore e nel rovescio l’immagine di San Giorgio e il drago. Read more »

Il Secolo Americano, ascesa e declino (2)

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Seconda parte

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, gli Stati Uniti erano assurti al ruolo di prima potenza economico-industriale a livello planetario (ricordiamo che, comunque, nel 1893 il Prodotto Interno Lordo – PIL – pro capite statunitense superò per la prima volta quello britannico; quindi il Regno Unito nonostante conservasse il primato in termini assoluti come prima nazione industriale, iniziò a perdere posizioni al volgere del termine del diciannovesimo secolo).

Gli USA erano divenuti la principale nazione esportatrice a livello mondiale e  provvedevano a quasi la metà della produzione industriale globale; erano anche la nazione maggiormente creditrice in quanto contribuirono in modo considerevole alla ricostruzione post-bellica degli Alleati.

Il decennio che va sotto il nome di “ruggenti anni Venti” (o “Età del Jazz”) incominciò con una forte recessione accompagnata da inflazione che mise in difficoltà l’economia americana; la stretta, però, durò soltanto un anno, poiché già alla fine del 1921 si entrò in una fase di promettente espansione industriale e finanziaria. Read more »

Il Secolo Americano, ascesa e declino

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Questo è il primo di una serie di articoli che intendono ricostruire, in modo sintetico ma all’occorrenza dettagliato, l’ascesa degli Stati Uniti nel Novecento e la successiva fase di declino della superpotenza, a partire dal Duemila in avanti.

Per cominciare cerchiamo di chiarire un concetto: il termine Secolo Americano è stato introdotto nel 1941 per la prima volta dall’editore del Time, Henry Luce, per esporre quello che, secondo l’autore, avrebbe dovuto essere il ruolo degli Stati Uniti nel XX secolo.

In quell’articolo del 1941, Henry Luce promuoveva gli USA a nazione patrocinatrice dei sistemi politici democratici; in effetti, Luce invitava gli Stati Uniti a entrare nella Seconda Guerra Mondiale con  il compito storico di proteggere i valori democratici in tutto il globo. Read more »

Il declino degli Stati Uniti

MORTEREAPER

Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale (1939-1945) gli Stati Uniti emersero come una delle due superpotenze dominanti a livello mondiale (assieme all’Unione Sovietica).

Nella sfera simbolica e nell’immaginario collettivo di noi Europei Occidentali, gli USA rappresentavano il “mondo libero”, la nazione che aveva vinto la tirannia nazista e si opponevano al sistema totalitario comunista rappresentato dall’URSS e dai paesi del Patto di Varsavia; gli USA, ancora durante tutti gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso simboleggiavano il “Sogno Americano”; la produttività economica era in continuo aumento così come il benessere che si estendeva a quasi tutti i ceti sociali; l’occupazione lavorativa era in continua e ininterrotta evoluzione, i posti di lavoro erano stabili e ben remunerati, il tasso di risparmio (grazie alla virtù dell’etica calvinista) era solido e in incessante aumento; la libera iniziativa in campo economico era la molla che faceva degli USA la società più dinamica, intraprendente e con lo spirito d’innovazione più elevato dell’Occidente non comunista. Read more »

Quando il gatto non c’è i topi ballano!

BUSSOLAORO

Alcuni amici mi hanno chiesto le cause del crollo del prezzo dell’oro iniziato lunedì 3 ottobre a Londra e proseguito poi al Comex di New York; nelle giornate successive di trading successive, le quotazioni sono calate di nuovo sotto la soglia tecnica dei $1.265,00 per oncia.

Rispondo citando Julian Phillips, che ha scritto un bell’articolo su lawrieongold.

La risposta consiste nel fatto che, gli operatori cinesi (i più grandi acquirenti di oro fisico a livello globale e attivi anche nel mercato a termine dell’oro – il mercato future – inoltre la Cina è il più grande estrattore di oro a livello mondiale con una produzione annua di 450 tonnellate) sono rimasti  assenti tutta la scorsa settimana a causa festività della Repubblica. Read more »