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Archive for the ‘Ecomomia a stelle e strisce’ Category

Il Secolo Americano, ascesa e declino – 3

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“La misura del nostro progresso non sta nell’aggiungere di più all’abbondanza di quelli che hanno molto, ma nel provvedere abbastanza per quelli che hanno troppo poco” 

Franklin Delano Roosevelt – Trentaduesimo Presidente degli Stati Uniti d’America

IL NEW DEAL E LA NASCITA DELLO STATO SOCIALE

Il crollo della borsa nell’ottobre del 1929 (che sfociò nella Grande Depressione) colse di sorpresa sia l’establishment economico-finanziario statunitense che l’Amministrazione Repubblicana del Presidente Herbert Hoover.

Le teorie economiche che ne impregnavano il pensiero e l’azione(ovvero il “laissez faire” e la “Legge di Say”, postulavano il NON intervento dello Stato nella sfera economica e l’impossibilità di crisi prolungate in regime di libero scambio) raccomandavano specificamente di non fare nulla. Read more »

Il Secolo Americano, ascesa e declino (2)

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Seconda parte

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, gli Stati Uniti erano assurti al ruolo di prima potenza economico-industriale a livello planetario (ricordiamo che, comunque, nel 1893 il Prodotto Interno Lordo – PIL – pro capite statunitense superò per la prima volta quello britannico; quindi il Regno Unito nonostante conservasse il primato in termini assoluti come prima nazione industriale, iniziò a perdere posizioni al volgere del termine del diciannovesimo secolo).

Gli USA erano divenuti la principale nazione esportatrice a livello mondiale e  provvedevano a quasi la metà della produzione industriale globale; erano anche la nazione maggiormente creditrice in quanto contribuirono in modo considerevole alla ricostruzione post-bellica degli Alleati.

Il decennio che va sotto il nome di “ruggenti anni Venti” (o “Età del Jazz”) incominciò con una forte recessione accompagnata da inflazione che mise in difficoltà l’economia americana; la stretta, però, durò soltanto un anno, poiché già alla fine del 1921 si entrò in una fase di promettente espansione industriale e finanziaria. Read more »

Il Secolo Americano, ascesa e declino

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Questo è il primo di una serie di articoli che intendono ricostruire, in modo sintetico ma all’occorrenza dettagliato, l’ascesa degli Stati Uniti nel Novecento e la successiva fase di declino della superpotenza, a partire dal Duemila in avanti.

Per cominciare cerchiamo di chiarire un concetto: il termine Secolo Americano è stato introdotto nel 1941 per la prima volta dall’editore del Time, Henry Luce, per esporre quello che, secondo l’autore, avrebbe dovuto essere il ruolo degli Stati Uniti nel XX secolo.

In quell’articolo del 1941, Henry Luce promuoveva gli USA a nazione patrocinatrice dei sistemi politici democratici; in effetti, Luce invitava gli Stati Uniti a entrare nella Seconda Guerra Mondiale con  il compito storico di proteggere i valori democratici in tutto il globo. Read more »

Il declino degli Stati Uniti

MORTEREAPER

Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale (1939-1945) gli Stati Uniti emersero come una delle due superpotenze dominanti a livello mondiale (assieme all’Unione Sovietica).

Nella sfera simbolica e nell’immaginario collettivo di noi Europei Occidentali, gli USA rappresentavano il “mondo libero”, la nazione che aveva vinto la tirannia nazista e si opponevano al sistema totalitario comunista rappresentato dall’URSS e dai paesi del Patto di Varsavia; gli USA, ancora durante tutti gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso simboleggiavano il “Sogno Americano”; la produttività economica era in continuo aumento così come il benessere che si estendeva a quasi tutti i ceti sociali; l’occupazione lavorativa era in continua e ininterrotta evoluzione, i posti di lavoro erano stabili e ben remunerati, il tasso di risparmio (grazie alla virtù dell’etica calvinista) era solido e in incessante aumento; la libera iniziativa in campo economico era la molla che faceva degli USA la società più dinamica, intraprendente e con lo spirito d’innovazione più elevato dell’Occidente non comunista. Read more »

La spaventoso trend storico del debito USA

MORTEREAPER

In questo link troverete “l’orologio del debito USA” aggiornato in tempo reale.

Storicamente, dalla Guerra del Vietnam in poi, il debito USA è andato aumentando nel tempo, ma la prima accelerazione risale al 1981, con il Presidente Ronald Reagan.

Da quell’anno in avanti, gli USA si sono indebitati con il resto del mondo in modo sempre più massiccio. Read more »

L’ETERNA commedia del rialzo dei tassi d’interesse della FED

JANET

Si protrae ormai da oltre un anno, stancamente, la commedia,  la rappresentazione scenica, la messinscena del “rialzo dei tassi d’interesse” da parte della FED, per “normalizzare” la politica monetaria dopo tre rounds di espansione monetaria (QE), un’operazione Twist e i tassi d’interesse piu’ bassi di sempre.

Proprio pochi giorni fa, la FED, tramite il suo Presidente Janet Yellen, era propensa a spingere i tassi d’interesse a livelli negativi “se l’economia americana virera’ verso il peggio”.

Poi, pero’, dopo quelle dichiarazioni, il Dipartimento del Lavoro ha reso pubblici i numeri dei posti di lavoro (non-farm payrolls) creati in Ottobre (271.000 – oltre le aspettative degli analisti) e allora i “mercati”, adesso, scontano un rialzo di “ben” 25 punti base a Dicembre (stiamo parlando di 25 miseri punti base…….non so se mi spiego). Read more »

Rendimenti dei Titoli del Tesoro USA a 3 mesi: 0%!

Il pianeta e’ in procinto di giungere alla fase finale dello stadio DEFLAZIONISTICO che ho descritto alcuni mesi oro sono.

Nell’ultima asta per i Titoli del Tesoro USA a 3 mesi (avvenuta il 5 ottobre), i rendimenti effettivi sono arrivati allo 0%………ovvero il rendimento minimo mai toccato in assoluto.

Sul mercato secondario, i rendimenti sono leggermente saliti…….allo 0,03%!! Read more »

La Federal Reserve NON alzera’ i tassi d’interesse ne’ quest’anno ne’ nel 2016

JANET

 

Alla riunione del FOMC di giovedi’, la FED ha lasciato invariato il costo del denaro, che rimane fermo entro l’area compresa fra lo 0 e lo 0,25%.

La decisione non e’ stata presa all’unanimita’; a votare contro il Presidente della Fed di Richmond, Jeffrey Lacker.

L’economia statunitense, come vado ripetendo da mesi, si avvia verso l’inevitabile depressione, nonostante le politiche iper-espansionistiche della banca centrale statunitense, e i tassi prossimi allo zero (Zero Interes Rate Policy). Read more »

Analisi tecnica dei principali indici azionari statunitensi

MORTEREAPER

L’indice azionario USA, Dow Jones Industrial Average, e’ sotto di 2.200 punti dal picco raggiunto a maggio 2015; l’indice azionario principale statunitense, e’ stato catapultato indietro sino fine 2013 a livello di quotazioni, spazzando via, in un mese e mezzo di ribassi, la ricchezza e il risparmio di migliaia e migliaia di cittadini e risparmiatori USA.

Secondo l’autorevole opinione di Robert Shiller, Professore di Economia a Yale, il Dow e’ destinato a schiantarsi fino a giungere agli 11.000 punti.

Shiller, intervistato alla CNBC giovedi’ mattina, ha asserito che il Dow Jones ha un potenziale di calo del 30% dagli attuali valori; il Professore ha aggiunto che questo e’ uno dei momenti peggiori per i mercati azioanari. Read more »

Il crollo del mercato del legname da costruzione in USA segnala la contrazione economica dell’economia a stelle e strisce (approfondimento)

LEGNAMEDACOSTRUZIONE

Ho gia’ segnalato in un precedente articolo, l’alta correlazione tra mercato azionario e mercato immobiliare USA, e il prezzo del legname.

L’economia reale degli USA e’ correlata con il consumo del legname da costruzione, in quanto il mercato immobiliare a stelle e strisce, e’ mercato trainante l’economia reale. Read more »