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Archive for the ‘Shale Gas’ Category

Le implicazioni finanziarie della Crisi tra Ucraina e Russia (e quali settori ne potrebbero beneficiare)

di Riccardo Gaiolini 

La Crisi politico-militare tra Ucraina e Russia e’ carica di implicazioni finanziarie che potrebbero influenzare vari mercati per un lungo lasso temporale.

L’Ucraina e’ la piu’ importante nazione esportatrice di grano (tra cui mais e girasole). E’ la quinta nazione per esportazione di frumento.

La maggior parte del grano e del frumento e’ esportata in Nord Africa (25% circa) e Asia (50%). L’Europa conta per il 20% delle esportazioni dell’Ucraina.  Read more »

Consol Energy: dal carbone all’energia del futuro

di Riccardo Gaiolini

 CONSOL LOGO

Quando pensiamo alle produzioni energetica d’avanguardia, non ci immagineremmo mai di prendere in considerazione una societa’ che estrae carbone sin dai tempi della Guerra Civile Americana.

Ma Consol Energy (NYSE: CNX) e’ una societa’ veramente all’avanguardia nel panorama energetico statunitense e le sue azioni sono attualmente sottovalutate.

Con piu’ di 9.000 dipendenti, Consol Energy e’ il principale produttore di energia diversificata nel Bacino degli Appalachi.

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Come approfittare del boom dell’estrazione di Gas negli USA

di Riccardo Gaiolini 

Gli Stati Uniti si apprestano  a diventare esportatori netti di gas. Solamente nel 2005, gli USA producevano (su suolo domestico) 18,90 trilioni di Gas, contro un consumo totale di 22,00 trilioni.

Nel 2012 la situazione e’ completamente cambiata. La produzione ha raggiunto i 25,30 trilioni di Gas, il consumo e’ a quota 25,50 trilioni.

Entro il 2016 gli USA diventeranno esportatori netti di Gas.

Questa rivoluzione porta un nome: SHALE GAS.

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Paolo Scaroni (ENI): lo shale gas avvantaggia gli USA, a rischio lo sviluppo industriale europeo

di Riccardo Gaiolini 

L’Europa sta affrontando (e dovra’ affrontare) una vera e propria emergenza energetica. A lanciare l’allarme, l’Amministratore delegato dell’ENI, durante un’intervista rilasciata all’emittente CNN. 

“C’e’ una vera emergenza in Europa: i paesi europei pagano il gas tre volte di piu’ che gli USA e pagano due volte di piu’ per l’elettricita’. Questa differenza rende molto difficili gli investimenti industriali in Europa e crea forti preoccupazioni per il futuro dell’Europa stessa.” 

Scaroni ha approfondito il problema dello sviluppo e dell’estrazione dello shale gas in Europa. “In Europa Occidentale sia i politici che l’opinione pubblica sono molto contrari allo sviluppo dello shale gas nel continente. Ma in un contesto in cui l’Euorpa spende per l’energia molto di piu’ di quanto non si faccia negli USA, sono a rischio l’economia dell’Europa e gli investimenti. Soprattutto in un momento in cui l’economia reale e’ cosi’ debole”. 

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Goodrich Petroleum ha chiuso l’offerta pubblica di azioni

di Riccardo Gaiolini 

Goodrich-Petroleum-Corporation

Goodrich Petroleum Corp. (NYSE: GDP) ha chiuso la sua offerta pubblica di azioni ordinarie (collocate in numero di 6 milioni e 900 mila), al prezzo di US$ 25,25 per azione; nell’offerta sono comprese novecentomila azioni ordinarie acquistate tramite diritto d’opzione dai precedenti sottoscrittori.

La societa’ intende utilizzare i proventi netti dell’offerta (pari a circa 165,9 milioni di dollari), per finanziare un’ulteriore accelerazione del suo programma di perforazione e sfruttamento del giacimento di shale oil e gas sito presso Tuscaloosa Marine Shale (tra il Mississippi e la Lousiana – USA).

Gli impianti di perforazione orizzontale saranno incrementati dai due attualmente in uso, ai cinque previsti entro la fine del 2014.

Il collocamento azionario e’ stato predisposto, a titolo di Senior Co-Manager, da Johson Rice & Company LLC, RBC Capital Market e Scotiabank/Howard Weil; come “Manager” book running sono intervenuti BMO Capital Markets, IBERIA Capital Partners LLC, e Sun Trust Robinson Humphrey.

Goodrich Petroleum e’ una Compagnia petrolifera attiva nel settore espolarativo “Oil & Gas”. E’ quotata al New York Stock Exchange”. Goodrich e’ attiva soprattutto nei giacimenti della Lousiana e del Texas.

L’Ucraina trampolino di lancio per il futuro sviluppo dello “shale gas” in Europa?

di Riccardo Gaiolini 

Si puo’ concretizzare il l’utopia di un’indipendenza energetica europea?  Ma quale ruolo sta giocando l’UE in Ucraina? A conti fatti, nessuno.

 

L’Europa avrebbe il potenziale per concretizzare il sogno della propria indipendenza energetica.  Se solo ne avesse la volonta’ politica.

I depositi di “shale gas” in Ucraina (gas di scisti bituminosi, ovvero gas metano derivante dalle microporosita’ delle argille) potrebbero essere paragonati, in termini quantitativi, a quelli degli USA.

Secondo rilevazioni geologiche effettuate in Ucraina, questa regione dell’Europa potrebbe detenere i piu’ imponenti sedimenti di “shale gas” in Europa.

Si stima che nel sottosuolo dell’Ucraina, si celino 1,2 trilioni di metri cubi di gas di scisti estraibili.

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Smontiamo i “miti” dei danni da “fracking”

Un sondaggio effettuato nel 2012 dalla societa’ Pew Research Center, ha rivelato che il 74% dei cittadini americani non conosce che cosa e’ la tecnica di “fratturazione idraulica” (hydraulic fracking).

Nell’era dell’informazione, domina la disinformazione e l’incompetenza. Scoops televisivi, blogs, e articoli su internet hanno gia’ provveduto a “processare” la tecnica in questione, bollandola come estremamente dannosa per l’ambiente.

Persino Hollywood con la sua industria cinematografica si e’ scagliata contro il “fracking”. Parliamo della pellicola di Matt Damon e John Krasinski, intitolata “The Promise Land”, un film che ricorda il successo anti-nuclearista di Jane Fonda, “La sindrome cinese”.

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