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Il declino degli Stati Uniti

MORTEREAPER

Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale (1939-1945) gli Stati Uniti emersero come una delle due superpotenze dominanti a livello mondiale (assieme all’Unione Sovietica).

Nella sfera simbolica e nell’immaginario collettivo di noi Europei Occidentali, gli USA rappresentavano il “mondo libero”, la nazione che aveva vinto la tirannia nazista e si opponevano al sistema totalitario comunista rappresentato dall’URSS e dai paesi del Patto di Varsavia; gli USA, ancora durante tutti gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso simboleggiavano il “Sogno Americano”; la produttività economica era in continuo aumento così come il benessere che si estendeva a quasi tutti i ceti sociali; l’occupazione lavorativa era in continua e ininterrotta evoluzione, i posti di lavoro erano stabili e ben remunerati, il tasso di risparmio (grazie alla virtù dell’etica calvinista) era solido e in incessante aumento; la libera iniziativa in campo economico era la molla che faceva degli USA la società più dinamica, intraprendente e con lo spirito d’innovazione più elevato dell’Occidente non comunista.

La gente guardava agli Stati Uniti come a quel faro luminoso sulla collina, con “libertà e giustizia” per tutti…….

Dall’inizio degli anni ’70 del secolo scorso, con il varo della “globalizzazione” promossa dalle stesse élite statunitensi, gli USA iniziarono un nuovo percorso economico, finanziario e culturale, costituito da delocalizzazioni delle attività produttive e deregolamentazione del sistema finanziario.

I salari  cominciarono a non aumentare più contestualmente all’aumento della produttività; le spese in deficit dello Stato (a causa delle guerre in Corea e Vietnam) iniziarono a divenire strutturali; i posti di lavoro ben retribuiti lasciarono il passo alla progressiva precarizzazione del mondo del lavoro; i tassi di produttività cominciarono a virare al ribasso, per converso il debito (privato e pubblico, così come quello della bilancia commerciali) iniziò il suo rovinoso percorso; il paese iniziava a consumare più di quello che produceva.

Oggi, a distanza di oltre 40 anni dall’inizio degli anni ’70 del secolo scorso, gli USA stanno diventando l’ombra di quello che furono.

Non solo dal punto di vista economico-finanziario (che analizzeremo in sintesi al termine dell’articolo).

Nella vita non contano solo i dati numerici astratti relativi a PIL e statistiche economiche.

Prendiamo per esempio l’istruzione.

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione Economica e Sviluppo) elabora una serie di parametri (indici) che permette di mettere a confronto il grado di benessere nei vari paesi.

Analizzando i dati OCSE si evince che gli USA, da quarant’anni a questa parte stanno perdendo posizioni dopo posizioni nell’istruzione, qualità della vita, longevità, tassi di criminalità…….tutti parametri essenziali per un paese e parametri cui, in genere, gli USA solevano essere i primi, i numeri uno.

Gli USA stanno sperperando la loro ricchezza, le loro risorse, il genio dei loro scienziati e il futuro dei loro figli.

Gli Stati Uniti, sono da tempo divenuti un paese consumista, dove si produce sempre meno e si consuma troppo e male, con una massa di consumatori di bassa qualità (è la società più obesa del mondo), dove ci si nutre con carboidrati di infima qualità e di cibo grasso industriale.

Ci si concentra sul minimo costo, non sul meglio e sulla qualità; questo è indice di vuoto morale.

Oggi gli Stati Uniti sono il paese più indebitato al mondo.

Negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, gli americano comperavano, in genere, solo ciò che potevano permettersi. Si risparmiava per comperarsi la casa e per fare studiare i figli.

Il credito facile degli anni ’80 e ’90 del secolo scorso (proseguito a ritmo accelerato dal 2000 in avanti) ha distrutto la nazione.

Si prende a prestito ciò che non ci si può permettere pagando interessi su interessi.

Le fondamenta finanziarie degli USA stanno lentamente ma inesorabilmente affondando.

Il totale del debito privato (per leasing e prestiti automobilistici, mutui ipotecari, prestiti per studi universitari, debito per carte di credito revolving) ammonta a oltre 12 trilioni di dollari; l’americano medi sprofonda nel debito (quasi 7 americano su 10 – ovvero il 69% della popolazione possiede meno di 1.000 dollari in risparmi, di cui il 34% non possiede risparmi e il 35% ne possiede sotto i 1.000 dollari).

Un anno fa, la media di coloro che non possedevano risparmi sopra 1.000 dollari era al 62%; oggi al 69% con un incremento del 7% in soli 365 giorni….e questo nonostante la tanto strombazzata dai media mainstream, “ripresa economica a stelle e strisce”.

Il 47% degli americani non possiede neppure 400 dollari per fare fronte a un’emergenza improvvisa…..

All’inizio degli anni ’70 del secolo scorso, i redditi della classe media erano pari al 62% dei redditi totali; oggi la cifra è precipitata al 43%, segno che la classe media si sta assottigliando in via definitiva.

Il debito pubblico è fuori controllo e si avvicina ai 20 trilioni di dollari (pari al 105,95% del Pil); il debito pubblico per cittadino è pari a $60.538,00 e il debito pubblico per contribuente è pari a $164.602,00.

Gli USA, come riporta questo bell’articolo su Sputnik, vivono in gran parte sulle spalle del resto del mondo.

Ma fino a quando potrà durare questo stato di cose?

La crisi debitoria degli USA è destinata, in un prossimo futuro, a esacerbarsi e incidere profondamente sulla società americana nei decenni a venire; alla crisi debitoria, fa da sfondo, ormai, anche la crisi di leadership globale degli USA che ci segnala che un Impero sulla via del declino storico.

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14 Responses to “Il declino degli Stati Uniti”

  1. Emanuele scrive:

    Buonasera Riccardo, desidererei conoscere la sua idea sul futuro dell’oro, non intendo di prezzo, visto che seguendola da tempo so che lei ha un’idea olistica sull’oro, molti guardano al prezzo studiando grafici o seguendo i cicli economici, ma io penso che ora siamo arrivati ad un punto diverso della storia e della statistica, ovvero sia per l’oro che per l’argento le produzioni future sembrano sempre più scarse, dunque ha senso seguire il ciclo di oro e argento al termine che potrebbe essere tra pochi anni o sarebbe meglio pensare di tenerlo oltre?

    Emanuele

    • Rick scrive:

      Buonasera Emanuele,
      lei ha toccato, con la sua domanda, quesiti che io ritengo fondamentali per comprendere le tendenze fondamentali del nostro tempo.

      Il Centro di gravità economico, finanziario, militare e geopolitico si sta lentamente trasferendo dall’Occidente (per Occidente in senso stretto intendo USA, Europa Occidentale e Giappone) all’Eurasia.

      Le aspettative e le speranze degli investitori internazionali (soprattutto Occidentali) si incentrano sulla ripresa economica statunitense perché confidano che gli USA, in una maniera o nell’altra, riescano a cavarsela.

      Quest’ottimismo può durare a lungo, anche oltre alle statistiche attuali che ci segnalano da tempo che la macchina economica, finanziaria e militare americana si avvia al crepuscolo.

      Un giorno (non troppo lontano) una combinazione apparentemente casuale di cattive notizie scuoterà la calma degli investitori e improvvisamente, non sarà soltanto qualche esperto di “storia” e di “mercati finanziari” ad accorgersi dell’insostenibilità delle politiche fiscali, monetarie ed economiche statunitensi.

      Questo sarà il punto di svolta perché una larga parte di elementi costitutivi di questo sistema (tra cui gli investitori globali) perderanno fiducia nelle politiche finanziarie statunitensi e nel ruolo di valuta di riserva del dollaro.

      Le civiltà sono sistemi estremamente complessi, costituiti da un numero elevato di fattori interagenti; tali sistemi possono operare in modo stabile per un lasso di tempo molto lungo ma poi entrano in una fase “critica” che passa a una successiva fase di “transizione” e poi una fase finale, detta di “crisi vera e propria”.

      Come abbiamo dimostrato io e Adriano nel nostro libro, la civiltà Occidentale (alternandosi al potere dal 1450, prima il Portogallo, poi la Spagna, poi l’Olanda, poi la Francia, poi la Gran Bretagna e ora gli USA) detiene le leve del potere economico e finanziario, tramite le valute di riserva storicamente apparse, da oltre 500 anni: questo grande ciclo storico di mezzo millennio, sta per terminare.

      Come dicevo, stiamo transitando verso un nuovo centro di gravità, che sarà imperniato su un Nuovo Ordine Mondiale Eurasiatico.

      Quindi, tornando alla tua domanda: il ciclo a cui molti fanno riferimento, per questi due metalli preziosi, è di breve termine, alcuni ritengono possa terminare tra 3 – 4 anni.

      Io e Adriano, invece, riteniamo che questo ciclo a cui alcuni studiosi facciano riferimento sia più lungo (dai 5 ai 7 anni) ma che non si esaurisca in questo breve lasso di tempo; a causa dell’interazione tra picchi produttivi di oro, argento e petrolio, correlati con la svalutazione progressiva di Dollaro, Euro, Yen e Sterlina, nonché a una possibile espansione demografica relazionata con un periodo di “scarsità” di altre materie prime alimentari e industriali, ci fa intravvedere un “Lungo Ciclo” per oro e argento, che potrebbe perdurare fino al 2060 (ovviamente, all’interno di questo “Ciclo Cosmico” di lungo termine, vi saranno dei periodi di diminuzione di valore di questi due attivi, ma la tendenza rimane al rialzo di lunghissimo termine).

      E’ importante ricordare che la Civiltà Occidentale a cui faccio riferimento, è in fase di collasso a causa dell’eccessivo debito accumulato nell’arco di almeno 5 decenni, inoltre agli squilibri finanziari si aggiungono squilibri demografici, squilibri immigratori, declino delle infrastrutture, incapacità di progettare a lungo termine, squilibri pensionistici, visione a corto raggio in molti campi culturali compreso quello imprenditoriale; insomma, stiamo vivendo una fase di declino culturale, economico, finanziario e infrastrutturale della nostra civiltà.

      Essa non tramonterà nei prossimi tre o quattro anni; è probabile un degrado accelerato che si manifesterà nei prossimi decenni, e probabilmente, fino al 2050, l’Occidente sarà costretto in un primo momento a convivere con un’Ordine Mondiale Multipolare incentrato su USA e Eurasia, per poi lasciare il posto a questo ultimo polo di potere.

      Ecco perché riteniamo che, sia oro che argento, siano destinati a un rialzo di ciclo di lungo termine (abbiamo fissato un target al 2060).

      Del resto, l’indice DOW JONES è in rialzo ciclico dal 1941: in quell’anno chi avrebbe mai postulato che sarebbe giunto a oltre 18.000 punti nel 2015-2016?

      Lo stesso concetto deve essere esteso a oro e argento: dal 2000 sono entrati in una nuova fase ciclica (che io definisco “cosmica” perché di lungo termine) che potrebbe estendersi (con alternate fase di ribasso anche prolungato e violento) sino al 2060 – 2070.

      Ciao

      Riccardo Gaiolini

  2. Panaro Filippo scrive:

    Ben venga il declino degli USA, visto che finora hanno solo fatto i loro porci comodi, dichiarando guerra a tutti e addirittura commissionando dei video fasulli di Al Quaeda, per non parlare poi della guerra in Iraq, Afganistan e al finto attacco, da essi realizzato, alle torri gemelle…

  3. Marco scrive:

    Declino degli stati uniti, inteso come potenza egemonica nel mondo = declino del dollaro = incremento della valuta di oro e argento.

  4. Rossella scrive:

    Credo personalmente che ci vorranno anni prima che gli statunitensi si arrendano totalmente, visto che sono sempre stati abituati a scroccare dal resto del mondo grazie al loro petrodollaro. Verranno tempi migliori per noi, però, tempi in cui oro e argento saliranno alle stelle. Il conto alla rovescia si avvicina.

  5. Antonio scrive:

    Boh, non so che dire, spero solo che l’oro salga al più presto e che quello passato sia stato davvero il minimo del ciclo settenario.

  6. Profeta scrive:

    Ahò con sto oro, e daje che o voglia di fare sordi a palate subbito! Alla facia de sto dollaro schifoso, americani magna magna!

  7. Grazia scrive:

    Ciao Riccardo, personalmente credi che la risalita dei preziosi sia prossima, intendo entro ottobre o novembre? Sono indecisa se buttarmi nella mischia e investire ora o attendere ancora un eventuale ribasso, non saprei nemmeno se in oro o argento o entrambi. Non ho ancora acquistato il tuo libro ma mi prometto di farlo al più presto. Nel frattempo se puoi consigliarmi un po’. Grazie in anticipo

  8. Pernorio scrive:

    Ciao a tutti, sono un nuovo utente di questo sito di news su metalli preziosi monetari e non, trovato tramite il libro “Investire in argento fisico” che ho acquistato sul Giardino dei Libri.
    Vorrei innanzitutto complimentarmi per la riuscita dell’opera, anche perché nessuno mai in Italia, finora, come credo anche all’estero, si era cimentato in una simile impresa, essendo stati tutti gli altri autori interessati al metallo giallo o ad altri argomenti di marketing. Nemmeno Maloney ha analizzato sul suo libro il variegato (come lo chiamate voi nel testo) mercato del metallo grigio in modo così dettagliato, pieno zeppo di dati storici e attuali, nonché di prospettive future, che mi hanno aperto la mente facendomi intravedere un nuovo modo di concepire i miei investimenti, un modo molto più limpido e trasparente, al di là delle oscillazioni giornaliere attuali dei due metalli preziosi.
    Il tutto impreziosito da una lista di operatori professionali esteri che mi permette già di poter consultare le quotazioni sia di vendita che di acquisto, con un enorme risparmio di tempo e di denaro.
    Premetto col dire che ho cercato in Italia dei rivenditori di argento, ma ho scoperto che ne esiste solo uno che tra l’altro non tratta nemmeno monete da investimento, ma solo lingotti col proprio marchio, non LBMA (si dice così se non vado errando). Vedo che tra l’altro il sito è pieno di documentazioni circa l’argento, il mio metallo preferito, giacchè ho investito finora poco in oro, non perché non sia un buon investimento, ma per mancanza di molti fondi da destinare in questo, ma da quando ho letto il libro sull’argento ho capito che in realtà la mia scelta di concentrarmi sull’argento è stata, non volendo, molto astuta e ponderata. Un ulteriore ringraziamento e un saluto

  9. Agostino scrive:

    Salve a tutti, vorrei fare una domanda a Rick: ho contattato diversi mesi fa un venditore italiano di argento che alla mia domanda fattagli sul perché non vendesse monete da investimento ha risposto che esse non fanno parte dell’investimento in argento, vale a dire che si intende per investimento in argento il solo acquisto in lingotti.
    Al che non ho controbattuto, anche perché la cosa mi sembra abbastanza assurda, giacchè da che mondo è mondo le monete da oncia 999 sono da sempre state considerate monete da investimento. Evidentemente non ne possedeva alcuna, per cui giustamente ha evidenziato in maniera furbesca che fosse solo sotto forma di lingotti. Non voglio nemmeno fargli pubblicità per cui non lo nomino, come anche un ulteriore rivenditore italiano ho notato che lo vende sotto forma di grani, in quantità direi industriali. Ma stiamo scherzando? Soltanto in Italia non si conosce ancora l’investimento in argento, né sono vendibili monete, addirittura su eBay si e da loro no!Assurdo.
    La mia domanda è questa. dove posso trovare una lista di venditori affidabili(però che sia veramente affidabili esteri) da cui poter acquistare?Grazie per l’eventuale risposta

  10. Rick scrive:

    Ciao Agostino,
    all’interno del libro redatto dal sottoscritto e da Adriano D’Ettorre (Investire in Argento fisico – Editore Gribaudi) puoi trovare una sintetica lista degli operatori stranieri che vendono argento da investimento; puoi approfondire, inoltre, come si investe in argento fisico che finanziario e nozioni di fiscalità sull’argento in Italia.

    Ciao

    Riccardo Gaiolini

    • Agostino scrive:

      Grazie, proverò a comprarlo stamane, vedo che è in vendita scontato online dal Giardino dei libri. Ti farò poi sapere. Grazie per aver risposto celermente Ciao

  11. Marco scrive:

    Vorrei fare una domanda a chiunque mi risponda. Ho investito una piccola parte in oro, vorrei soltanto sapere, avendo paura dei ladri, se esiste un modo per eludere i metal detector dei ladri. Grazie in anticipo a chiunque vorrà rispondermi

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