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Il ritorno di Re argento!

Ricevo e pubblico questo articolo di Adriano D’Ettorre. Adriano è coautore, insieme al sottoscritto, del Saggio “Investire in argento fisico” di prossima uscita presso Gribaudi.

SILVERCOIN

Negli ultimi 3 mesi circa, il prezzo dell’argento (che la speculazione ribassista aveva inchiodato per diversi mesi  intorno all’area posta a $14 o addirittura sotto quest’importante supporto) sembra  finalmente ripartito dai minimi e ha rapidamente recuperato al rialzo in un breve lasso di tempo.
Re argento era riuscito a superare i $17,  portandosi in prossimità dei $18,00 (la scorsa settimana), ritracciando successivamente, come di consuetudine, per prese di profitto da parte di grossi Fondi di investimento; il volume delle prese di profitto però, è stato più sostenuto  rispetto a quanto si verifica per l’oro (in quanto, oltre alla speculazione ribassista in questo caso, il mercato dell’argento è più circoscritto e ristretto rispetto a quello del mercato giallo, pertanto l’indice di volatilità sia al rialzo che al ribasso è più elevato).

Il rapido ed esteso movimento al rialzo dell’argento, comunque,  sembra preannunciare ulteriori risalite di prezzo, sostenute dalla forte  domanda sul versante fisico del metallo prezioso: la domanda, come dicevo, è rimasta forte in India e non solo!
Circa 650 tonnellate, pari a 20,9 milioni di once sono state acquistate dall’ India solo nel mese di Gennaio.

Considerando il suo rapporto con la rupia indiana, esso ha generato un testa e spalle rialzista, ma anche nei confronti di altre valute.
La scorsa settimana, oltre 3 miliardi di once di contratti a termine d’argento, pari a  un valore della produzione di argento in 3 anni, è stato scambiato sul Comex.

Si rammenta che un contratto al Comex equivale a, pensate un po’, 5.000 once! Non appena si verificherà la rottura al rialzo dell’area di resistenza posta a  $18 per oncia,  un gran numero di nuovi investitori entreranno in questo mercato, puntando al rialzo delle quotazioni facendo da volano per la  domanda d’argento  al dettaglio (lingotti, ma soprattutto monete da investimento).

Assisteremo a una crescente difficoltà di approvvigionamento e distribuzione di argento verso i rivenditori globali da parte delle varie Zecche mondiali,  vista la maggiore richiesta

Questo pone delle buone basi e delle ottime prospettive per i detentori di argento fisico!

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8 Responses to “Il ritorno di Re argento!”

  1. Nicola scrive:

    Ciao Riccardo.
    In questi ultimi giorni sta tirando un’aria che non mi piace, sia sull’argento che sull’oro. E’ solo una mia sensazione?

  2. Rick scrive:

    Ciao Nicola,
    a titolo personale ritengo che dopo i massimi segnati settimana scorsa, sia iniziata (nel breve termine) una fase di correzione ribassista sia per oro che per argento (del resto era da mettere in cantiere un ripiegamento delle quotazioni dei metalli preziosi, dopo performances positive multi settimanali.

    L’oro, per esempio, aveva sfiorato la resistenza posta a $1.306,00 – $1.3017,00: una fase ribassista era prevedibile.

    Si tratta di una normale contrazione dei prezzi dopo una fase rialzista pronunciata; del resto, il dollaro americano rimane debole, nonostante il ribasso dei metalli preziosi a cui è inversamente correlato.

    Interessanti, invece, le quotazioni del petrolio, in quanto, se dovessero continuare nel loro lento (e flemmatico) progressivo rialzo, si rifletteranno in un rialzo generalizzato del comparto materie prime (che favorirebbe oro e argento a scapito del dollaro americano).

    Ritengo e ribadisco che si tratta di una correzione di breve termine che non intacca il trend rialzista: a giocare in favore dei metalli preziosi, inoltre, ci sono le elezioni Presidenziali negli USA.

    La FED, pertanto, non innalzerà i tassi d’interesse (sarebbe assurdo lo facesse in questo momento di forte contrazione dell’economia a stelle e strisce) ma soprattutto sarà impedita dal farlo a causa, proprio, delle elezioni Presidenziali (durante le fasi delle elezioni, la FED non interviene mai in modo rialzista sui tassi).

    Rimango ancora ribassista sui due indici settoriali di oro e argento (mentre scrivo lo XAU ripiega dell’1,08% lo HUI invece del 2,21%).

    Ciao

    Riccardo Gaiolini.

    • Nicola scrive:

      Buonasera caro Riccardo. Purtroppo sembra che le cose vadano diversamente da come tu hai pronosticato, e noi abbiamo sperato. La mia sensazione non si sbagliava: l’oro e l’argento devono rimanere al palo. Così hanno deciso e credo che così sarà
      Buon lavoro.

  3. Rick scrive:

    Buonasera Nicola,
    per prima cosa: non faccio pronostici o divinazioni o vaticini che dir si voglia.

    Non è il mio compito; io tento di analizzare, approfondire, studiare, esaminare dati statistici e storici su metalli preziosi, valute, trends dei mercati azionari, tendenze economiche, finanziarie ecc.

    Pertanto, non partorisco alcun pronostico; invece, lavoro su delle ipotesi di lavoro e molto spesso ci azzecco (per esempio circa il ribasso dei mercati azionari settoriali di oro e argento).

    Alcune volte sbaglio, ovviamente, come dico spesso non possediamo la sfera di cristallo, non sono né un negromante o divinatore e neppure un prestigiatore.

    Se il tuo commento vuole andare a “parare” circa il presunto rialzo dei tassi d’interesse della FED……..beh, a mio avviso l’economia americana è in forte contrazione; certo, la FED deve tentare di salvaguardare il ruolo di valuta di riserva globale del biglietto verde; ma la trappola per la FED sta proprio qui se non te ne sei accorto.

    L’economia a stelle e strisce è in regresso e il debito pubblico fuori controllo.

    Non sarebbe il momento propizio per un’ulteriore stretta sui tassi.

    E qui sta il convitato di pietra della FED.

    La FED ha il compito di stimolare l’economia tramite le leve dei tassi (che a loro volta agiscono sulle leve dell’erogazione del credito); ma, la FED è anche la custode del biglietto verde valuta di riserva globale.

    Ora, la FED è tra due fuochi: deve stimolare l’economia a stelle e strisce e non strangolarla ovviamente con rialzi dei tassi; ma deve anche convincere gli investitori globale che non lascerà andare alla deriva il valore del biglietto verde.

    Può essere che la FED rialzi i tassi a giugno; certo, lo potrebbe fare.

    Se lo facesse, però, l’economia americana crollerebbe a picco (così come i mercati azionari di tutto il globo, innescando una paurosa depressione globale); se non lo fa, sul lungo termine, determinerà una crisi di fiducia nel dollaro valuta di riserva.

    Questa è la mia visione.

    Ho detto “visione”, non pronostico.

    Ciao

    Riccardo

  4. Nicola scrive:

    Egregio Riccardo,
    prima di tutto chiedo scusa se l’uso della parola “pronosticare” ha suscitato in te un senso di rigetto, ma al di là dell’approfondimento etimologico della parola, quello che molto semplicemente volevo dire l’hai perfettamente capito. E cioè, premesso che il tuo lavoro rimane encomiabile ed apprezzabilissimo anche da chi, come me, è un perfetto ignorante, ci sono poteri molto più forti che se ne infischiano di tutte le analisi del mondo e decidono, secondo i propri interessi, come deve andare una determinata cosa. Nel caso dell’oro e dell’argento, non devono salire. Punto.
    Quindi, ribadisco, il mio pensiero non era certo una critica al tuo eccellente operato, ma una constatazione nuda e cruda di ciò che in realtà sta avvenendo.
    Detto questo, non mi stancherò mai di ringraziarti.
    Saluti.
    Nicola.

  5. Rick scrive:

    Ciao Nicola,
    forse, nel mio intervento, ho dato l’impressione di essermi “offeso” per il fatto che tu mi hai precedentemente attribuito la facoltà di “pronosticare”…….

    No, non mi sono affatto offeso né mi sono sentito oltraggiato……ho solo voluto puntualizzare, che il verbo “pronosticare” non si addice al mio lavoro su questo sito e alle mie analisi, tutto qui.

    Per quanto riguarda i concetti che tu hai espresso: vorrei sottolineare il fatto che oro e argento fisico avevano corso molto nei mesi scorsi (come i relativi indici settoriali, addirittura in rialzo esponenziale rispetto sia al metallo giallo che all’argento) e come ho scritto nell’ultimo articolo, niente si muove indefinitamente in linea retta per lunghi lassi temporali……questo vale anche per oro e argento………ma, tengo a ribadire, personalmente non mi interessano molto i movimenti di breve termine dei due metalli preziosi monetari……preferisco essere “presbite” che “miopie”; il sottoscritto è stimolato dall’analisi delle tendenze fondamentali del nostro tempo, cioè i grandi movimenti che guidano i cambiamenti globali sia nella sfera economica che in quella politica, così come in quella finanziaria e in quella valutaria, in quella demografica e in quella geopolitica.

    E’ l’individuazione dei grandi trends mondiali di lungo termine che mi interessa: ovviamente, per comprendere queste tendenze bisogna analizzare anche gli andamenti di breve termine, ma se si riesce ad andare oltre il dato contingente sia con lo sguardo che analizza, con la mente che approfondisce, con l’elaborazione dei dati e soprattutto con la dote delll’intuizione, riuscendo ad abbracciare con uno sguardo e una visione più ampia e più vasta, le tendenze che caratterizzano il nostro tempo, si riesce anche a osservare, da un’angolazione più elevata, il futuro che ci attende e tentare di anticiparlo per affrontarlo ben equipaggiati e consapevoli.

    Ti ringrazio per la stima che contraccambio.

    Ciao

    Riccardo

  6. Nicola scrive:

    Ciao Riccardo,
    il tuo modo di analizzare è sicuramente lungimirante e fatto con estreme intelligenza e competenza.
    Il punto è un altro: chi ha adesso investito e creduto in oro e argento, sarà ancora vivo per godersi un eventuale serio rialzo?
    Con stima.
    Nicola.

  7. Rick scrive:

    Ciao Nicola,
    ti faccio una domanda: il debito pubblico degli USA, ammonta a oltre $19 trilioni di dollari (pari a $59.548 per cittadino e ben $161.054 per contribuente americano).

    Secondo alcune stime ufficiali previsionali, nei prossimi dieci anni il debito pubblico USA crescerà e sfonderà i $28 trilioni di dollari. Questa stima è stata effettuata per “difetto”; secondo altre valutazioni potrebbe addirittura sfondare i $35-$40 trilioni di dollari (ti lascio immaginare, di conseguenza, a quanto lieviterà il debito per cittadino e per contribuente americano).

    Per non parlare e approfondire i problemi complessi, molteplici ed eterogenei che affliggono l’Europa, sia finanziari che macroeconomici, di debito pubblico e previdenziale, di squilibri strutturali delle bilance commerciali tra paesi aderenti, nonché problemi demografici, geopolitici e di flussi d’immigrazione (è a rischio la tenuta stessa dell’Unione Europea come coacervo di nazioni e sistemi politici differenti).

    Secondo te, stante le condizioni economiche catastrofiche in cui versano le maggiori aree macroeconomiche mondiali, tra dieci anni, le quotazioni di oro e argento saranno ferme agli attuali prezzi?

    Ciao

    Riccardo

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