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Posts Tagged ‘Geopolitica dell’energia’

Un’alleanza globale “anti-dollaro” per fermare gli USA in Ucraina e in Europa

di Riccardo Gaiolini 

Sergey Glazyev, consigliere economico di Vladimir Putin, ha pubblicato un articolo che delinea un piano per “minare la forza economica degli USA” e costringere Washington a fermare la guerra civile in Ucraina.

Glazyev ritiene che l’unico modo per costringere gli USA a rinunciare la loro progetto di “nuova guerra fredda” contro la Russia (e l’indipendenza dell’Europa) sia quello di fare crollare il sistema monetario internazionale, basato sul dollaro americano come valuta di riserva globale. 

Glazyev, mente economica  “dietro” l’Unione Economica Eurasiatica, sostiene che Washington stia tentando di provocare un intervento militare russo in Ucraina, in grado di conferire agli USA, vantaggi geopolitici e finanziari rilevanti. Read more »

Fine della manipolazione dell’oro e Fine del Petrodollaro

di Riccardo Gaiolini

Il mio amico Gennaro Porcelli di Deshgold, ci informa circa una notizia clamorosa: per la prima volta, nella storia, e’ stata accertata e multata una banca (la Barclays) per “manipolazione accertata, da parte di un suo dipendente, del prezzo dell’oro, in data 28 giugno 2012”.

Ti invito a leggere l’articolo dell’amico Gennaro e il pezzo del Sole 24 Ore che riporta la notizia in originale.

Ho piu’ volte informato i lettori di come le banche manipolano al ribasso il prezzo dell’oro (per favorire il dollaro americano e le politiche espansionistiche della FED; per favorire l’Impero Americano, che tramite la semplice “stampa di dollari” fuori dal nulla (out of thin air – ovvero stampa di dollari non coperti da riserve auree), importa beni e servizi dal mondo intero, “senza pagare pegno”, ovvero senza inflazionare la propria economia)  Read more »

I metalli preziosi e le materie prime sono pronte per un rialzo (geopolitica della “guerra non ortodossa”)

di Riccardo Gaiolini 

Questa settimana i mercati azionari globali hanno subito una forte battuta d’arresto. Il “sell-off” e’ stato generalizzato su tutti i comparti.

L’indice giapponese Nikkei e’ crollato ai minimi da 6 mesi, sotto la soglia psicologica dei 14.000 punti.

Il Nasdaq, giovedi’ e venerdi’ ha lasciato sul terreno il 4,5% (i maggiori ribassi da novembre 2011). In ribasso anche gli altri indici azionari americani, Dow Jones, Strandard & Poor’s 500 e Russell 2000.  Read more »

Le implicazioni finanziarie della Crisi tra Ucraina e Russia (e quali settori ne potrebbero beneficiare)

di Riccardo Gaiolini 

La Crisi politico-militare tra Ucraina e Russia e’ carica di implicazioni finanziarie che potrebbero influenzare vari mercati per un lungo lasso temporale.

L’Ucraina e’ la piu’ importante nazione esportatrice di grano (tra cui mais e girasole). E’ la quinta nazione per esportazione di frumento.

La maggior parte del grano e del frumento e’ esportata in Nord Africa (25% circa) e Asia (50%). L’Europa conta per il 20% delle esportazioni dell’Ucraina.  Read more »

Geopolitica dell’energia: la crisi dell’Ucraina e gli squilibri globali finanziari

di Riccardo Gaiolini

La stabilita’ finanziaria e geopolitica mondiale e’ minacciata, nel lungo termine, dagli squilibri finanziari e politici pertinenti una grande area globale, la quale si estende da Oriente (Afghanistan) all’Occidente (Stretto di Gibilterra): da sud (Yemen, Penisola Arabica e l’intera area del Golfo Persico) a nord (Federazione Russa).

Si tratta di un’area mondiale fondamentale per le sorti future del nostro pianeta. 

In essa convivono un miliardo di abitanti i quali producono migliaia di miliardi di dollari in PIL globale; in migliaia di miliardi in dollari, sono stimati anche i debiti che affliggono questa zona (debiti pubblici sovrani, debiti dei consumatori, debiti aziendali).

In questa area, si estrae circa il 40% del petrolio a livello mondiale.  Read more »

L’Iran fara’ precipitare il prezzo del petrolio?

di Riccardo Gaiolini

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L’Iran ha di recente raggiunto un accordo internazionale con il Gruppo dei Paesi denominato 5 + 1 (USA, Regno Unito, Francia, Russia, Cina e Germania) per limitare il suo programma nucleare, in cambio di un allentamento delle sanzioni economiche imposte al paese.

In data odierna, il Viceministro degli Esteri iraniano negoziatore sul nucleare, si e’ detto disponibile a una nuova intesa sulla questione, in modo da chiudere con una soluzione diplomatica in dossier “nucleare dell’Iran”.

Sulla scia di questo accordo, alcuni analisti geopolitici hanno ipotizzato che l’Iran, ritornando prepotentemente sul mercato del greggio, ne faccia precipitare i prezzi.

Per coloro i quali investono nel settore energetico, la questione assume particolare rilevanza. 

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“Shopping” Cinese nel settore energetico del Canada

di Riccardo Gaiolini 

Gli investimenti Cinesi nel settore energetico del Canada, non conoscono sosta.

La Cina ha lanciato un “Corporate Takeover” in un settore fondamentale (e strategico) dell’economia Canadese.

In effetti, questo e’  un argomento che ha suscitato anche alcune forti preoccupazione da parte del governo Canadese, soprattutto da quando la Compagnia Petrolifera (Statale) Cinese, la China National Offshore Oil Corp. (CNOOC) ha acquisito tramite un’operazione   la Canadese Nexen Inc., per un ammontare di 15,1 miliardi di dollari.

Dal 2007, gli investimenti stranieri nel settore energetico canadese, viaggiano a una media di 20 miliardi di dollari l’anno (come riporta la Canadian Energy Research Institute – CERI).

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Paolo Scaroni (ENI): lo shale gas avvantaggia gli USA, a rischio lo sviluppo industriale europeo

di Riccardo Gaiolini 

L’Europa sta affrontando (e dovra’ affrontare) una vera e propria emergenza energetica. A lanciare l’allarme, l’Amministratore delegato dell’ENI, durante un’intervista rilasciata all’emittente CNN. 

“C’e’ una vera emergenza in Europa: i paesi europei pagano il gas tre volte di piu’ che gli USA e pagano due volte di piu’ per l’elettricita’. Questa differenza rende molto difficili gli investimenti industriali in Europa e crea forti preoccupazioni per il futuro dell’Europa stessa.” 

Scaroni ha approfondito il problema dello sviluppo e dell’estrazione dello shale gas in Europa. “In Europa Occidentale sia i politici che l’opinione pubblica sono molto contrari allo sviluppo dello shale gas nel continente. Ma in un contesto in cui l’Euorpa spende per l’energia molto di piu’ di quanto non si faccia negli USA, sono a rischio l’economia dell’Europa e gli investimenti. Soprattutto in un momento in cui l’economia reale e’ cosi’ debole”. 

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Il “parco” petrolchimico piu’ grande al mondo? Si trova in Cina

di Riccardo Gaiolini

La Cina si appresta a divenire la prima potenza industriale sul pianeta. La Cina si appresta a divenire la prima potenza monetaria mondiale (leggi il mio articolo su Deshgold.com). La Cina e’ il piu’ grande creditore mondiale; gli USA il piu’ grande debitore mondiale. 

Il primato mondiale degli USA e’ dato dall’egemonia del dollaro (divisa nazionale ma anche valuta di riserva mondiale) e dalla strapotenza militare.

Ma entrambi questi fattori sono in crisi: gli USA sono appesantiti dal macigno del debito pubblico, dal deficit pubblico; l’impero a stelle e striscie dipende eccessivamente dalle importazioni dall’estero.

In declino anche la potenza militare: le campagne militari di Bush figlio, si sono concluse in modo disastroso in Iraq e non se ne vede la fine in Afghanistan.

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L’Ucraina trampolino di lancio per il futuro sviluppo dello “shale gas” in Europa?

di Riccardo Gaiolini 

Si puo’ concretizzare il l’utopia di un’indipendenza energetica europea?  Ma quale ruolo sta giocando l’UE in Ucraina? A conti fatti, nessuno.

 

L’Europa avrebbe il potenziale per concretizzare il sogno della propria indipendenza energetica.  Se solo ne avesse la volonta’ politica.

I depositi di “shale gas” in Ucraina (gas di scisti bituminosi, ovvero gas metano derivante dalle microporosita’ delle argille) potrebbero essere paragonati, in termini quantitativi, a quelli degli USA.

Secondo rilevazioni geologiche effettuate in Ucraina, questa regione dell’Europa potrebbe detenere i piu’ imponenti sedimenti di “shale gas” in Europa.

Si stima che nel sottosuolo dell’Ucraina, si celino 1,2 trilioni di metri cubi di gas di scisti estraibili.

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